CATANIA, centrocampo (s)Fornito. Due le soluzioni

16.12.2016 09:40 di Veronica Celi Twitter:    Vedi letture
CATANIA, centrocampo (s)Fornito. Due le soluzioni

Ogni tassello assente rischia di pesare quanto un macigno. E in un periodo delicato come questo, che sancisce la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno, per il Catania perdere uno dei titolari potrebbe rappresentare la più dolorosa delle mutilazioni. Contro la Casertana, è il turno di Fornito. A causa di un risentimento muscolare, resterà fuori fino al 2017, lasciando il centrocampo orfano di una pedina che in 14 presenze ha contribuito in maniera assidua e decisiva. Ha realizzato un gol contro il Fondi. Quello del momentaneo vantaggio. Rimpiazzare il classe ’94, dunque, sembrerebbe un’ardua impresa.

O forse no. In verità, scalpitano già in due: Biagianti e Di Cecco. Il capitano rossazzurro è rimasto fuori per tre turni. Autore di due reti (al cospetto di Paganese e Catanzaro), e di altrettanti assist, è solito giocare da centrale. Ma all’occorrenza, potrebbe anche coprire la fascia. O sostituire Scoppa, che assumerebbe le sembianze di esterno, pur di lasciare spazio al giocatore toscano. Biagianti garantirebbe inserimenti e spirito di sacrificio. Bravo in fase di interdizione e di impostazione, spezza le trame di gioco avversarie, e mette a disposizione della squadra, soprattutto delle retrovie, la sua spiccata esperienza. L’attaccamento alla maglia lo contraddistingue.

Di Cecco, dal canto suo, figurerebbe bene sulla corsia destra al posto di Fornito. Stesso versante su cui milita come terzino da inizio campionato. Si troverebbe a suo agio se spostato in mezzo al campo. Sperimenterebbe il suo ruolo naturale. Massimizzerebbe corsa e rapidità, e i tocchi di classe che lo caratterizzano. Servizi per i compagni, soluzioni, tentativi personali: il Catania da due anni punta sul centrocampista, che anche contro la Casertana potrebbe eccellere come fatto nelle precedenti partite.

Il comparto a tre resterebbe intatto. Addirittura si incrementerebbero prestazioni e risultati. Tanto di guadagnato per la formazione etnea. A patto che si scenda in campo con la giusta dose di cattiveria e concentrazione. Perché a sottovalutare il carattere, si corre il pericolo di sminuire anche gli interpreti più brillanti.