CATANIA, ...e se Rigoli fosse rimasto?

14.03.2017 10:31 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 1218 volte
CATANIA, ...e se Rigoli fosse rimasto?

Confusione. Caos. Disordine. Chiamatelo come volete. In casa Catania l'imperativo è schiarirsi le idee e riprendere a marciare, in campo e in classifica. La sconfitta contro il Lecce rappresenta la perdita di un posto utile in chiave playoff (adesso distanti appena un punto). Ma è anche la prima con Giovanni Pulvirenti in panchina. Il tecnico veterano delle giovanili rossazzurre, è stato investito del compito più arduo: ridestare gli etnei a partire dalla trasferta nel Salento. E si sa che Biagianti&Co. fuori casa stentano. O meglio, soffrono, rivelando un atteggiamento deficitario sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Tanto che neanche l'avvento dell'ex allenatore della Berretti è servito a invertire la rotta.

L'unico che, finora, sembrava aver convinto lontano dal "Massimino", è stato Mario Petrone. Un paradosso, molti penseranno. Se si guarda al pareggio contro il Taranto e alla clamorosa sconfitta al cospetto del Melfi, è così. Ma il successo, forse inaspettato, in rimonta a Messina incarna un episodio senza precedenti. Perché il Catania, prima, aveva sempre ostentato performance eccellenti in casa, per poi deludere in trasferta. Eppure al "San Filippo" mostra tecnica degna di lode, e una mentalità tale da rimediare a un possibile insuccesso, e imporre il proprio gioco agli avversari, nonostante questi fossero galvanizzati dal pubblico amico. È anche vero, però, che pure Pino Rigoli era riuscito nell'impresa di tornare in terra sicula con tre punti in tasca: contro il Cosenza, 1-2. E sempre con Rigoli in panchina il Catania aveva guadagnato un bottino sufficiente a conquistare momentaneamente una posizione tra i privilegiati, nella griglia dei playoff.

Quarantadue punti in ventiquattro giornate. Trentadue in casa. Sette pareggi in trasferta. Rigoli aveva fatto della compagine rossazzurra un carro armato inarrestabile al "Massimino" (capace di tener testa anche alle grandi del Girone C). E lontano dalle mura amiche riusciva almeno a conquistare un punto nella migliore delle ipotesi.

Ragionando per assurdo, se Rigoli fosse rimasto alla corte etnea, probabilmente le prestazioni sarebbero le stesse. Sicuramente quelle casalinghe. D'altronde in trasferta per il momento si continua a perdere. E di fronte alle recenti disfatte, il 2-1 incassato dall'ex tecnico etneo ad Agrigento - e costato il suo esonero - risulta essere un ago in un pagliaio. Certo è, infatti, che gli interpreti in campo sembravano più tonici. Idee chiare, manovre limpide, e soprattutto gol, la facevano da padroni.

Sono solo pronostici, s'intende. Segnati forse da una vena nostalgica, successiva a una sterzata in panchina che finora non ha portato nulla di buono. A Pulvirenti, pertanto, l'onore - e l'onere - di guidare gli etnei in salvo, raddrizzando il percorso, facendo tesoro dei punti di forza che i suoi predecessori nel corso dell'odierno campionato hanno iniettato a una squadra, invece, capace, in men che non si dica, di resettare tutto... O quasi.