CATANIA, il riscatto in crescendo di mister Pulvirenti

10.04.2017 10:01 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 1120 volte
CATANIA, il riscatto in crescendo di mister Pulvirenti

Pare che Giovanni Pulvirenti abbia trovato il bandolo della matassa. La gara contro la Vibonese, nonostante le lacune che ancora si riscontrano nel gioco, si fa testimone di chiarezza di idee e unione di intenti.

COSA VA MALE, E COSA NO - È vero, il Catania fa girar palla nella propria area, e con difficoltà supera il centrocampo rendendosi pericoloso. Quando lo fa, peraltro, propone lanci lunghi che a poco servono se l’intenzione è quella di gonfiare la rete avversaria. In fase di copertura, inoltre, si concedono troppi spazi. Le posizioni saltano con facilità, nonostante l’esperienza degli interpreti che bazzicano il reparto arretrato. Black out tecnico e caratteriale che spesso oscura anche le performance più pimpanti. E che permette a Viola di sorprendere tutti, Pisseri in primis, sfruttando una deviazione di Tavares che in versione difensiva non sempre eccelle. Ma è anche vero che le accelerazioni non mancano. E neanche l’aggressività di alcuni giocatori, tra tutti Biagianti e Bucolo, che in mediana costruiscono trame non indifferenti, saltano l’uomo, recuperano palla, approfittando degli svarioni degli sfidanti, e servono i compagni con puntualità. Ci sono limiti a cui far fronte, questo è certo. Ma il 4-3-3 di Pulvirenti sembra iniziare a funzionare.

PULVIRENTI 2, IL RITORNO - E pensare che il tecnico siciliano sperimenta da circa sei giornate modulo e calciatori. Dal 3-5-1-1 al 3-5-2, fino a trovare l’assetto migliore, il solito, quello attuale. Con Marchese schierabile sia nella linea a tre che in quella a quattro. Con Scoppa regista (anche se l’apporto dell’argentino nella maggior parte dei casi è nullo), con Di Grazia arrembante nel tridente, insieme a Mazzarani. E la prima punta? Pozzebon o Tavares, a seconda delle occasioni (utili solo se segnassero con più frequenza). Poi c'è Russotto, sempre pronto ad animare l’azione offensiva, con corsa, dribbling e preziosismi d’ogni genere. A proposito del numero 10. Entra in ripresa dalla panchina, e dice la sua al 79’. Perché Pulvirenti, di un gol sotto, butta nella mischia Barisic, e l’ex Salernitana lo serve (o quasi) permettendogli di realizzare la rete dell’1-1 finale.

Scelte encomiabili da parte dell’ex allenatore della Berretti rossazzurra, stavolta esente da critiche. Si pensava che Pulvirenti non fosse adatto alla guida della prima squadra. Che forse avrebbe continuato a rendere di più al comando delle giovanili. Le quattro sconfitte di fila sicuramente alimentavano dubbi e perplessità. Fino alla vittoria al cospetto del Francavilla. E incassato il pareggio a Vibo Valentia, merito dei cambi operati dal tecnico a gara in corso, Pulvirenti viene investito da un’aura di fiducia. Provvisoria, traballante. Ma rassicurante. La parte piena del bicchiere etneo, da continuare a riempire con gioie, punti e certezze sul campo.