CATANIA, la svolta comincia dalle "fondamenta"

29.10.2016 18:23 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 76 volte
CATANIA, la svolta comincia dalle "fondamenta"

Per risalire in classifica serve vincere. Per vincere serve avere a disposizione una formazione solida, tanto tecnicamente quanto caratterialmente. E una formazione solida non può che avere alla base pilastri massicci, che infondano sicurezza sempre e comunque. Il Catania comincia a erigerli. Contro la Paganese, in particolare, sarà possibile individuare i punti di forza inamovibili: giocatori che finora hanno dimostrato di meritare una maglia da titolare, incidendo nelle diverse fasi del match.

DIFESA Pisseri in porta. Il classe ’91, tra una parata e l’altra, si è rivelato decisivo in svariate occasioni. Contro il Lecce, ad esempio, ha salvato il risultato, ostentando reattività e precisione nelle uscite. Se coadiuvato da Bergamelli, poi, per gli avversari arrivare in porta diventa un’impresa. Il centrale di Alzano Lombardo ha confermato qualità già messe in mostra durante lo scorso campionato. Esperienza, gioco d’anticipo, interventi puliti la fanno da padroni. Lo stesso si può dire di Gil. È partito a rilento, ma ha ingranato egregiamente. Mantiene la posizione, e a parte qualche sporadica disattenzione, è tra i protagonisti di una diga a dir poco insormontabile. Djordjevic a sinistra è un altro jolly difensivo di spessore, utile soprattutto in fase di spinta. Corsa e assist calibrati sono il suo forte. Come per Di Cecco, ormai re del versante destro. Con la sua prestazione, intrisa di grinta e rapidità, sembra aver scalzato Nava e Parisi.

CENTROCAMPO – Gerarchie in fase di definizione anche in mediana. Capitan Biagianti il burattinaio. Muove le fila del centrocampo: aiuta in chiusura, e dà pepe alla manovra di costruzione, con accelerazioni, suggerimenti, e, talvolta, con conclusioni poco precise. Al suo fianco Bucolo, catanese verace, che riversa in campo l’amore per la sua città e la maturità raggiunta in anni e anni di calcio giocato. Scricchiola, invece, il posto che il neoarrivato Mazzarani si è guadagnato in breve tempo. L’ex Crotone ha ben figurato domenica scorsa al “Massimino”, e in trasferta a Melfi, sfornando cross e tentativi dalla distanza. Ma Silva gli sta alle calcagna. Preziosismi a eludere gli sfidanti: il brasiliano è una furia… a intermittenza. Ecco perché non prende parte all’undici etneo con continuità.

ATTACCO – In avanti, il dubbio amletico. Essere o non essere? O meglio, schierare o non schierare… chi? Il punto fermo resta Di Grazia. Il baby talento a tinte rossazzurre è il capocannoniere del Catania, a quota quattro gol. Gli interpreti al suo fianco rimangono un mistero. Da Paolucci, scarsamente rilevante sotto porta, a Piscitella, potenzialmente determinante, ma costantemente relegato in panchina. E ancora: Barisic, che nelle ultime uscite ha fatto bene, e Calil, che non riesce a insaccare la palla in rete, nonostante le occasioni capitategli tra i piedi. Tutte soluzioni che, però, fanno dell’attacco siciliano un continuo enigma.