CATANIA-MONOPOLI, in evidenza... Andrea Russotto

07.12.2016 08:01 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 1334 volte
CATANIA-MONOPOLI, in evidenza... Andrea Russotto

Suonino le trombe! Rullino i tamburi! Andrea Russotto è tornato. Contro il Monopoli si scatena. Segna e fa segnare. E il Catania ritrova così un leader decisivo del settore avanzato.

Sin dai minuti iniziali si fa vedere dalle parti di Mirarco, con una splendida punizione, deviata in angolo. Centra il bersaglio al 25’, finalizzando un magistrale suggerimento di Scoppa. Nella ripresa, sforna l’assist che porta al gol di Barisic. Copione identico all’azione proposta nella prima frazione di gioco, ma, in quel caso, andata a male. Si ripete al 52', scaricando in porta, per la respinta dell’estremo difensore avversario, da cui scaturisce la terza rete rosssazzurra, firmata Mazzarani.

Insomma, se gli etnei hanno ritrovato fiducia nell’attacco, il merito è soprattutto del numero 10, ala instancabile da due partite a questa parte. Già contro il Cosenza aveva dato segni di risveglio. Al Massimino, poi, l’exploit. Nonostante la pioggia e le cattive condizioni del campo, Russotto fa del suo meglio. Palla al piede, salta l’uomo con destrezza. Serve i compagni con precisione. Arriva al tiro. Collabora alle sovrapposizioni sulla fascia di riferimento, e non solo. Dà movimento alla manovra etnea, con corsa, dribbling, e giocate da fuoriclasse. Tipiche dell’attaccante, già in forza al Catania l’anno scorso.

Mancavano, infatti, i preziosismi – e le marcature – del classe ’88, tra i migliori della passata stagione. Sei gol, e tre assist, in 25 presenze. Russotto era, pertanto, nell’elenco dei titolari inamovibili per l’attuale campionato. Scalzato, però, dalle ottime prestazioni offerte da Di Grazia, nelle ultime gare si riappropria prepotentemente del suo posto nell’undici di Rigoli. E ricomincia a far faville. Contraddice critiche e polemiche sull’attacco rossazzurro. Dà ragione e, insieme, torto all’amministratore delegato Lo Monaco, che ha sempre esaltato le qualità tecniche degli interpreti offensivi, ma ne ha anche sottolineato sterilità e arrendevolezza. Che sia il caso di cambiar parere? Prossimamente, sul campo, la risposta.