CATANIA, salvate i giovani...

25.04.2017 08:45 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 1233 volte
CATANIA, salvate i giovani...

…dallo pseudo scempio in cui sta rotolando il Catania. Contro il Monopoli sono molti i ragazzi schierati da mister Pulvirenti. Alcuni provenienti dalla Berretti. Altri con un passato tra le fila delle giovanili rossazzurre, ma già da anni in prima squadra. L’intento era quello di affidarsi a forze fresche e motivate al fine di rinvigorire una squadra in depressione, e tornare a casa coi tre punti. L’obiettivo, però, è fallito. Ma i giovani in campo hanno fatto del loro meglio.

Manneh su tutti. Il classe ’98 corre come un pazzo sulla fascia. Arriva sul fondo con facilità, e serve i compagni con cross calibrati al punto giusto. Peccato solo che Pozzebon e Mazzarani sprechino clamorosamente di testa a un passo dalla porta. Il ghanese, inoltre, lotta su ogni pallone. A centrocampo non si risparmia mai. Gioca d’anticipo, quando può, e marca l’uomo a dovere. Commette qualche errore. Ma è solo colpa dell’inesperienza. La tecnica, infatti, c’è tutta, e man mano potrebbe uscire allo scoperto. Come nel Belvedere, in Promozione, l’anno scorso. Talento che poi lo ha condotto ai piedi dell’Etna, e ha messo Rigoli in condizione di schierarlo nel secondo tempo di Akragas-Catania. Incursioni laterali che, in ottica futura, farebbero bene alla formazione etnea, se solo venissero combinate con il temperamento di Di Stefano. Esperto di calci piazzati, il diciassettenne è una marcia in più nello scacchiere rossazzzurro. Spesso al tiro, rivela una verve propositiva insolita per un principiante nella selva dei professionisti. Solito alla doppia cifra con la Berretti, è animato da fame e voglia di emergere.

Accanto a plusvalori ancora matricole, due “veterani” già esplosi in Lega Pro: Parisi e Di Grazia. L’altra faccia della medaglia. Perché i due siciliani si impegnano ma non rendono. Il primo, schierato come terzino destro, fa quel che può, ma in chiusura si fa saltare con troppa leggerezza. Il secondo scorrazza per tutto l'attacco , ma non riesce a rendersi pericoloso, limitandosi ad assist sterili e sovrapposizioni improduttive. Intanto, però, rispetto ai “big” in totale confusione, i giovani gioiellini rossazzurri danno il loro contributo, seppur minimo. Ripartire da loro: questa la priorità di un Catania che si accinge ormai a concludere l’attuale campionato (due le gare rimaste), e a riprogettare il prossimo, senza limiti, senza sbavature.