CATANIA, stare sulle difensive è la tua marcia in più, ma...

07.10.2016 18:22 di Veronica Celi Twitter:    Vedi letture
CATANIA, stare sulle difensive è la tua marcia in più, ma...

Il Catania è un paradosso. Ultimo in classifica, con un solo punto in saccoccia, vanta la seconda miglior difesa del Girone C di Lega Pro, insieme a Foggia e Cosenza. Bottino da prime della classe. Se non fosse che i rossazzurri bazzicano le zone basse della classifica. Complici i risultati poco soddisfacenti: cinque pareggi, una vittoria e una sconfitta. Il minimo se l'intento è risalire. Le prestazioni, dal canto loro, lasciano a desiderare. Ma il reparto arretrato si salva.

LA PERFORMANCE - Pisseri in porta è una saracinesca. Scongiura qualsiasi tipo di insidia, con parate impregnate di reattività e precisione. Ordinato, tanto sui tiri ravvicinati quanto sui palloni alti. Non potrebbe, però, garantire la quasi massima impermeabilità della difesa, senza l'ausilio di compagni all'altezza, che, tutto sommato, sbagliano il minimo, avendo ormai accantonato l'incertezza e la scarsa sintonia delle prime giornate. È vero: gli avversari trovano spesso praterie sterminate, soprattutto sulle fasce. Sono così liberi di avanzare indisturbati. Salvo essere braccati in extremis dagli etnei, che solo in rari casi rubano palla in mediana. Nelle retrovie sono frequenti salvataggi al limite, contrasti puliti, colpi di testa a spazzare, emblema di efficacia... sorprendente, direbbe qualcuno, visto il mancato decollo che non va certo imputato soltanto alla penalizzazione. Spiazza anche il gioco dei terzini, sempre attenti in fase di chiusura, nonostante qualche svarione, e propositivi quando c'è da spingere. Accelerano il gioco, saltando l'uomo con scatti e preziosismi. Loro i cross calibrati per le punte che non finalizzano.

GLI INTERPRETI - Ma che succede se Rigoli mescola le carte difensive? Nulla. Il rendimento resta invariato. Nava è stato impiegato sia a destra che a sinistra. Parisi ha giocato a intermittenza, a causa di acciacchi fisici arretrati. Bastrini da centrale si è spostato sulla fascia, e adesso sosta in infermeria, insieme a Djordjevic, un tempo punto fisso sulle corsie laterali. Gil, invece, lo è in mezzo. E adesso fa coppia con Bergamelli, a meno che il tecnico rossazzurro non decida di cambiare mazzo e puntare su nuove tessere e soluzioni. Insomma, un settore che sembra peccare di bassa identità, ma che non manca di punti forti da cui ripartire quando si cade o si traballa con eccesso.

Peccato che non basti. E il tutto sa davvero di contraddizione. Intanto, pensare alla difesa come la roccaforte della squadra dell'Elefante, è una ventata d'ottimismo. Serve a sorridere, riflettere, e capire che non molto è da buttare. Se solo si segnasse un po' di più. Ma questa è un'altra storia...