CATANIA, un attacco fantasma

27.10.2016 08:31 di Veronica Alongi  articolo letto 48 volte
CATANIA, un attacco fantasma

Nei giorni che precedono come ogni anno la festa di Halloween, in casa Catania ci si è già muniti di tutto ciò che può tornare utile per scacciare il più lontano possibile i mostri chiamati “pareggite” e “mal di vittoria” e proprio domenica scorsa il primo rito esorcizzante ha avuto luogo, con il sorprendente colpo basso rifilato al Lecce tra le mura del Cibali. Tuttavia, una presenza oscura continua ad aleggiare a Torre del Grifo: più che di presenza, è lecito parlare di qualcosa che c’è, ma che non accenna a palesarsi e che ha finito col condizionare spesso le sorti delle gare disputate dalla brigata rossazzurra. Stiamo parlando del reparto offensivo del Catania e del suo rendimento per nulla sincrono con quello del resto della squadra, che difatti in molte occasioni finora ha avuto difficoltà nello sbloccare le partite e, di conseguenza, nel vincerle. Conti alla mano, Rigoli può vantare la miglior difesa del campionato, con le sole 6 reti subite, ed un centrocampo che all’esperienza dei veterani unisce la freschezza dei giovani e che vede nello specifico uomini come Di Cecco e Di Grazia sugli scudi. La vena realizzativa etnea invece ha finora registrato un bottino scarno di 11 gol in 10 partite, con gli attaccanti spesso non rilevabili nei tabellini a fine match.

Si sa, le responsabilità in un gruppo devono essere equamente suddivise, ma è apparso chiaro in questo primo scorcio di campionato quante lacune abbia mostrato il settore avanzato e di  come ciò in molti casi si sia rivelato essere la variabile decisiva di alcuni risultati non proprio positivi. È evidente, infatti, la scarsa tenuta fisica di interpreti come Calil, che nonostante il gol contro l’Akragas in Coppa Italia e la buona prestazione contro la Juve Stabia in cui siglò la prima rete della stagione di Lega Pro rossazzurra, si è andato via via perdendo in una serie di partite anonime in cui si contano più i palloni persi che quelli messi a segno nella porta avversaria. Qui a Catania il brasiliano non è riuscito finora a ripetere le gesta che con la Salernitana, nel 2015, lo videro protagonista della vittoria del campionato da parte della squadra campana, che approdò in Serie B, e le cui 16 reti in totale gli permisero di ricevere il premio come miglior giocatore della Lega Pro di quell’anno. Rispetto al girone di andata della scorsa competizione, Calil nelle volte in cui è stato chiamato in causa è sceso in campo con poca grinta e voglia di fare, spesso assente dalla manovra e forse suggestionato da un clima societario non proprio agevole. A fargli compagnia però ci sono anche altri suoi compagni di reparto, come Andrea Russotto, che oltre a registrare un bel zero nella casella “reti segnate”, ha anche un caratterino non proprio di facile gestione. È di ieri la notizia che il romano classe ’88 è stato squalificato per una giornata dal Giudice Sportivo per essersi lasciato andare ad un commento non proprio ortodosso durante un esame antidoping, stesso comportamento che proprio un anno fa diede grattacapi alla società etnea e che cozza e non poco con le dichiarazioni di amore rilasciate dal numero 10 a tutto l’ambiente (“Mi taglierei una gamba per questa squadra”). Non si vive di sola rendita e le reti segnate alla fine dello scorso campionato che hanno salvato il Catania dalla retrocessione non possono giustificare da sole la sua permanenza in terra sicula. Non a caso proprio in questi giorni circolano voci di mercato che riguardano sia Russotto che Calil, il cui futuro a gennaio potrebbe portarli a vestire altre casacche se il rendimento in campo non accennerà ad un cambiamento.

Per il resto, una squadra come quella rossazzurra, che deve mantenere necessariamente alta l’asticella e provare a disputare un campionato all’altezza del suo blasone, sembra poter contare ben poco sui vari Paolucci, Piscitella o sull’altalenante Barisic (più incisivo se schierato al centro dell’attacco che sugli esterni): se si vuole rialzare la china è d’obbligo una prestazione più incisiva in fase offensiva, con più cattiveria sotto porta e grande personalità anche fuori dal campo, altrimenti sarà automatico fare qualche sondaggio nel mercato invernale e valutare se gli interpreti attuali siano in grado di dare soddisfazioni ai tifosi rossazzurri. La prossima gara con la Paganese sarà quindi un ulteriore banco di prova per gli attaccanti etnei chiamati ad aiutare la squadra nel tentativo di mantenere continuità nei risultati.