ESCLUSIVA - CATANIA, l'ex Casale: "Ambiente disabituato all'inferno della C. Per ripartire? Gli anni '79-'83 insegnano che..."

10.04.2016 08:09 di Veronica Celi Twitter:   articolo letto 454 volte
ESCLUSIVA - CATANIA, l'ex Casale: "Ambiente disabituato all'inferno della C. Per ripartire? Gli anni '79-'83 insegnano che..."

Siamo quasi agli sgoccioli. Restano ormai poche partite alla fine del campionato. Il Catania pensa al presente, a mantenere la serie e ripartire più forte il prossimo anno. Tra le priorità rossazzurre, dunque, spazio anche per il futuro più imminente. A tal proposito, in esclusiva ai microfoni di TuttoCataniaNews.com, l'ex rossazzurro Pasquale Casale analizza l'attuale situazione del club:

Contro la Lupa Castelli Romani, fanalino di coda del Girone C, che Catania si aspetta? Arrendevole o capace di imporsi senza problemi?

"Arrendevole? Non conosco a fondo la compagine etnea. Per principio, qualunque cosa accada, bisogna prepararsi a giocare al massimo per non perdere la capacità agonistica e la concentrazione giusta per affrontare, in futuro, qualsiasi avversario. Poi non bisogna mai sottovalutare gli sfidanti, che hanno dalla loro la "tranquillità" di essere già retrocessi. Essi possono trovare grandi motivazioni nell'incontrare club dal passato prestigioso come il Catania".

Capitolo salvezza. Cosa è mancato finora ai rossazzurri nella conquista anticipata della meta? Ci sarà ancora da soffrire nelle ultime quattro giornate?

"I problemi societari, sicuramente, hanno creato delle incertezze che si sono riflesse sulla squadra, che è specchio di un ambiente disabituato all'inferno della C. E, sopratutto, il veloce declino (dalla A alla terza serie) ha frustrato il tifo etneo, che non ha partecipato massicciamente in questo campionato. Tutto ciò non ha aiutato i giocatori che vanno in campo. Aver cominciato la stagione con punti di penalità, poi, ha messo pressione ed ansia al gruppo che non ha saputo accelerare nel momento topico del campionato".

Infine, cosa serve per ripartire in velocità il prossimo anno, mettendo da parte gli handicap di vario genere che nelle ultime tre stagioni hanno pesato sulle sorti etnee?

"Programmare un percorso che porti in tre/quattro anni nella massima serie. Ripartire da un mix di giovani ambiziosi e dalle grandi speranze e calciatori esperti che abbiano capacità morali e tecniche importanti, che permettano alla squadra di poter regger le pressioni e le tensioni di una grande piazza come quella catanese. Rifacendomi alla mia esperienza con la maglia del Catania, vorrei che si costruisca un organico come quello che portò il club siciliano in quattro anni dalla C alla serie A. Allora mister Gennaro Rambone e il compianto presidente Massimino costruirono un team composto da moltissimi giovani (Casale, Chiavaro, Borghi, Sorrentino, Leccese, Mastrangioli, Piga, Morra, Tarallo etc.) e "anziani" come Barlassina, Ciampoli, Croci, Bertini, Labrocca, Castagnini, Frigerio. Subito fu serie B (magistralmente condotto da Lino De Petrillo). Il primo mattone del Catania che con Di Marzio (arricchito da giocatori come Cantarutti, Crialesi, Mastrasqua, Ranieri etc.) vinse il campionato di serie B nel 1982/83".