ESCLUSIVA - CATANIA, Salvo La Rosa: "Deluso e preoccupato. Per riportare squadra e città ai livelli che meritano serve..."

23.04.2016 08:33 di Veronica Celi Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA - CATANIA, Salvo La Rosa: "Deluso e preoccupato. Per riportare squadra e città ai livelli che meritano serve..."

Presentatore, giornalista e… appassionato tifoso del Catania. Salvo La Rosa è un punto di riferimento per tutti i siciliani che ritrovano in lui un esempio di professionalità e umiltà. Sempre pronto a regalare un sorriso a coloro che lo seguono, il noto conduttore ha archiviato da tempo la lunga esperienza, ricca di soddisfazioni, al timone di ‘Insieme’, il talk show più amato dell’isola, per tuffarsi in un’avventura a dir poco ‘meravigliosa’. Programma di intrattenimento in onda su TGS (canale 15 per la Sicilia), RTP (canali 17 e 646 per Messina e Reggio Calabria), Viva l'Italia Channel (Canale 879 di Sky), e in streaming su https://livestream.com/SalvoLaRosaTV, ‘Meraviglioso’ sta riscontrando un enorme successo, nonostante sia già in dirittura d’arrivo – martedì 26 aprile alle 21 la quinta delle sei puntate complessive. Ai microfoni di TuttoCataniaNews.com, Salvo La Rosa, che segue assiduamente le vicende della squadra del cuore, analizza l’attuale momento del club rossazzurro, con un occhio al futuro:

“Sono un tifoso del Catania sfegatato, deluso, e anche un po’ preoccupato. Sono sicuro che questa formazione salverà la categoria. Ma dopo otto anni straordinari, in cui abbiamo assaporato la Serie A da protagonisti, il rammarico si fa sentire. Il sostegno dei tifosi è fondamentale. In una piazza come Catania ancor di più. Il pubblico rossazzurro è tra i più caldi, i più passionali, da sempre vicino alla propria squadra e alla propria città. Capisco l’indignazione. Anche io sono amareggiato per tante cose: la retrocessione dalla A alla B; la retrocessione con penalizzazione in Lega Pro, per i ‘terribili’ fatti della scorsa estate. Deluso perché questo Catania poteva far di più. Ma adesso bisogna ‘stringersi a coorte’, come dice l’inno nazionale. Giusti gli appelli alla coesione, e alla partecipazione. Mi auguro che domenica ci sia lo stadio pieno. A salvezza acquisita, ci sarà tempo per programmare un futuro diverso. Da sportivo e da tifoso – continua il giornalista – sono convinto che Catania, e il Catania, meritino la Serie A, perché la Lega Pro è una categoria che sta troppo stretta a questa città e a questa squadra”.

INVOLUZIONE DA INIZIO CAMPIONATO AD OGGI. COSA MANCA?“Ci eravamo un po’ illusi. Il Catania ha pagato lo sprint iniziale. Quando si vincono tre partite di fila, recuperando la penalizzazione, subentra lo stress e la stanchezza fisica, legata a una preparazione frettolosa. Non dimentichiamoci che questa squadra ha cominciato il campionato in ritardo, perché non sapeva dove avrebbe giocato. Inoltre, manca qualcosa. Forse in attacco. Ci sono stati anche problemi in porta, col ballottaggio Liverani-Bastianoni. Per non parlare dell’incertezza a livello dirigenziale. Il riassetto societario dei giorni scorsi non può che far bene. Sono convinto che se una famiglia è sana, ne risentono tutti i membri”.

SCONTRO SALVEZZA COL MELFI “Vincere è un imperativo. Basterebbe conquistare sei punti nelle due gare casalinghe contro Melfi e Fidelis Andria per essere salvi. La performance di Benevento fa ben sperare. Il Catania non meritava di perdere. Avrebbe potuto segnare nel primo tempo, e addirittura conquistare un clamoroso successo. Questa squadra, in effetti, non è da retrocessione”.

CLASSIFICA GIRONE C. LE PRETENDENTI PER LA PROMOZIONE“Tra le squadre di testa, mi piace il Foggia. I satanelli propongono un bel gioco, divertente e spettacolare. Restano i favoriti. Il Benevento, comunque, dà l’impressione di essere una formazione compatta, esperta, che vince anche quando non merita. È ben attrezzata. Si prospetta una sfida interessante”.

CATANIA, CESSIONE DEL CLUB“Serve serenità. L’incertezza non ha giovato al Catania. Se l’attuale società sarà in grado di programmare il futuro, o se ci saranno acquirenti con intenzioni vere, poco importa. L’importante è avere alle spalle una dirigenza solida, che possa riportare gli etnei nella serie che meritano. Rivedendo il Chievo di questi giorni, ricordo il Catania di Maran, tra record e ottavo posto: tutto questo ci faceva sentire ancora più orgogliosi di essere catanesi”.