Catania, attenti al nemico di adesso

25.04.2018 17:09 di redazione Tutto Catania News  articolo letto 399 volte
Catania, attenti al nemico di adesso

Il Catania non è riuscito nell’impresa di riscrivere il finale del campionato di C. Le due giornate del Cibali contro Juve Stabia e Trapani, hanno fatto vaporizzare le chance di superare il Lecce allo sprint e consegnare la B agli straordinari e impareggiabili tifosi rossazzurri che adesso dovranno soffrire ancora ai playoff. Il colpo del k.o. alle speranze etnee lo ha messo a segno il Trapani che senza rubare niente, ha portato a casa i tre punti.

IL NEMICO DI ADESSO – Il Catania lo ha aspettato nel primo tempo nella propria metà campo ma certi atteggiamenti prudenti sono sempre a rischio. Aspettare gli avversari è stato mortificante per le potenzialità della squadra. E il Catania ha rischiato giocando alla roulette russa, ma quando ha premuto il grilletto ad inizio ripresa è stato colpito a morte dagli avversari. A Lucarelli è andata male contro il Trapani, ma sarebbe un grosso errore metterlo sulla graticola perchè l’allenatore ha fatto bene in questa stagione e non va dimenticato il record di successi esterni, un attacco mitraglia e una difesa meno battuta. I critici diranno che ha avuto una fuori serie a disposizione, ma per far vincere un GP di F1 non basta chiamarsi Ferrari. Il nemico ora è l’ansia e la tensione che la squadra dovrà sopportare dopo aver sprecato il match ball per la B in due occasioni, tra le mura amiche, mettendo a rischio il secondo posto. Arrivare terzi in classifica sarebbe un grosso guaio per i playoff perchè i rossazzurri avrebbero una gara in più nelle gambe e nella testa prima di un eventuale arrivo nella finale di Pescara. E il rischio di appannamento sarebbe elevato.

SENZA SORPRESE – La parola secondo posto, per il Catania, non è proibita.  E’ vero, contro il Trapani i tifosi si sono anche spazientiti per aver ammirato, si fa per dire, uno dei peggiori Catania della stagione: timido, imbarazzato, imbarazzante, sgonfio, irritante anche per i sostenitori che l’hanno fischiato quando di retropassaggi e appoggi orizzontali non ne potevano più. Non un’idea, non una manovra da ricordare, tutte le verticalizzazioni affidate a lanci da oratorio. Forse a terra fisicamente e di testa o come dice il tecnico impaurito dal boato dei 20 mila. Sarebbero serviti i triangoli veloci e di prima per scardinare il Trapani che con una «gabbia» di cinque ha aggredito qualunque portatore di palla avesse la maglia rossazzurra, tenendo alle corde il Catania che non è mai riuscito a costruire una manovra efficace partendo da dietro. Lunedì sera troppe volte la corsa di uno è stata seguita da pochi. Lodi poi è stato l’uomo mancante al gruppo come lo è stato Marchese contro la squadra di Calori. Purtroppo è evidente che la dipendenza del Catania dai gol di Curiale è quasi pari all’influenza che la squadra di Lucarelli sente a seconda della «luna» di Francesco Lodi. Il Catania in casa ne ha già perse tre: un’enormità rispetto alle stagioni precedenti. E adesso la squadra etnea dovrà raccogliere tutte le forze per concentrarsi: perché, fin dal prossimo turno, con il Matera, bisogna assolutamente evitare altre sorprese.

SECONDO POSTO – Per il secondo posto il calendario dà una mano al Catania a patto che non subisca nessun contraccolpo dalla sconfitta interna contro il Trapani, ma siamo convinti che i rossazzurri sfrutteranno alla grande questo aspetto visto che il Trapani dovrà battere Monopoli in casa e Cosenza in Calabria. Lucarelli è un maestro nel gestire il gruppo, anche psicologicamente e questo è molto importante anche se dovrà finirla di affermare che il Cibali stracolmo è un problema per qualche suo calciatore. Chi gioca a calcio sarebbe felice di avere il sostegno di 20 mila tifosi (che è benzina ad alto contenuto propulsivo) me chi non ha la personalità per sopportare la pressione di Catania vada subito a giocare in campetti del Girone A della terze serie dove sugli spalti sono in 700. Molto, se non tutto, dipenderà dalla capacità del Catania, e più nello specifico di Lucarelli e del suo gruppo, di amministrare questo momento delicatissimo. I suoi uomini d’esperienza sanno come tenere unito il gruppo, che anzi nelle difficoltà sa sempre tirare fuori il meglio come avvenuto dopo il k.o. di Monopoli.