Catania, Caccetta: "Lo Monaco dammi una seconda chance"

20.06.2018 12:00 di redazione Tutto Catania News  articolo letto 129 volte
© foto di Giuseppe Scialla
Catania, Caccetta: "Lo Monaco dammi una seconda chance"

Cristian Caccetta (32) dopo aver giocato 22 partite a Catania, è stato ceduto in prestito al Pordenone a gennaio 2018. Un girone di ritorno però in chiaroscuro visto che in maglia neroverde ha giocato pochissimo. C’è un perchè che l’ex Cosenza spiega a Itasportpress.itdove manifesta anche la voglia di continuare la sua avventura in maglia rossazzurra la prossima stagione avendo ancora un anno di contratto con il sodalizio di via Magenta.

RIMPIANTO – “Mi piacerebbe finire lavoro che ho iniziato nel girone di andata. Lasciare Catania non era nei miei pensieri a gennaio, ma ho accettato le scelte della dirigenza e del direttore Lo Monaco. Non nascondo che chiudere l’armadietto e lasciare Torre del Grifo mi è dispiaciuto tantissimo perchè mi sentivo parte integrante di quel gruppo e del progetto tecnico. Con Lucarelli c’era una bella intesa tanto che il mister mi ha utilizzato spesso nel girone di andata dove ho collezionato 22 presenze. Eravamo partiti un po’ col freno a mano tirato anche per la dura preparazione svolta in estate, ma poi la gamba si stava sciogliendo e avrei potuto dare il meglio nel girone di ritorno”.

PORDENONE – “Forse a centrocampo con le mie caratteristiche il Catania non ne aveva tanti e il rammarico si fa più grande anche perchè a Pordenone sono uscito fuori dal progetto tecnico del club neroverde che ha preferito coinvolgere i calciatori di proprietà anzichè quelli in prestito. Ho chiuso con meno di 10 presenze con più spezzoni di gara al Pordenone. Una stagione che mi ha lasciato l’amaro in bocca per aver lasciato qualcosa di importante ed essere poi finito dopo in una squadra che non mi ha mai fatto sentire la fiducia per i motivi già espressi”.

TIFOSI – “Spero di avere una seconda chance a Catania perchè in quei sei mesi sono stato benissimo. Un pubblico fantastico che ti fa sentire un calciatore e al Nord non è così perchè non avverti mai la presenza del pubblico allo stadio. Altro che i 20 mila del Massimino, la mia prima esperienza al Nord mi ha fatto capire quanto sia importante giocare in piazze calde del Sud con tanti sostenitori che ti spingono. Se nel Girone A si vede un tasso tecnico superiore a quello del Sud il motivo è semplice: i calciatori scendono in campo senza avere un minimo di tensione perchè tifosi non ce ne sono tranne in uno o due piazze e il pallone non pesa…”.