Catania, Lo Monaco: “Seconde squadre in C è fattore positivo solo per club di A”

09.05.2018 19:51 di redazione Tutto Catania News  articolo letto 59 volte
Catania, Lo Monaco: “Seconde squadre in C è fattore positivo solo per club di A”

Alessandro Costacurta, vice commissario della FIGC, ha di fatto ufficializzato attraverso alcune dichiarazioni alla rivista Undici l’ingresso in Lega Pro, a partite dal prossimo anno, delle seconde squadre. A tal proposito la redazione di TuttoMercatoWeb.com ha contattato l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco: “Da sempre la Lega Pro è stata la fucina per nuove sperimentazioni, come ad esempio le cinque sostituzioni inserite quest’anno o la disputa di playoff e playout nelle scorse stagioni. Detto questo sul tema delle seconde squadre bisogna capirne l’utilità per le formazioni di Serie C. Indubbiamente per le società di Serie A la possibilità di schierare i calciatori usciti dal proprio settore giovanile in un ambiente professionistico simile a quelle delle proprie prime squadre è un fattore positivo, ma lo stesso non vale per i club di terza serie che, invece, rischiano di veder limitate le possibilità di sviluppo dei propri settori giovanili”.

In aggiunta a tutto questo i club di Serie C rischiano di veder scomparire la possibilità di prendere in prestito ragazzi dalle formazioni delle serie superiori.
“Esatto. Negli ultimi anni le società di C hanno lavorato molto sul fronte dei prestiti e, conseguentemente, sugli introiti che arrivavano dalle valorizzazioni degli stessi. Qualora, come credo, dovessero diminuire drasticamente i prestiti occorrerà trovare la possibilità di garantire ai club introiti diversi”.

In conclusione non reputava più utile la creazione di un ‘Campionato riserve’ in stile Premier League anziché inserire le seconde squadre in Lega Pro?
“Le riforme devono essere sistemiche, ovvero riguardare la struttura del movimento a 360°, andando dunque a toccare ogni aspetto. Il campionato riserve poteva essere una soluzione solo se si fosse messo mano a tutto l’aspetto normativo. In questo modo, invece, la creazione delle seconde squadre rischia di essere solo un panno caldo e niente di più”.