Lega B, pres. Balata: “In campo anche in estate poi riforma dei campionati. Calciomercato ridimensionato”

19.04.2020 20:29 di redazione Tutto Catania News   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lega B, pres. Balata: “In campo anche in estate poi riforma dei campionati. Calciomercato ridimensionato”

Mai come in questo momento l’intero sistema calcio, a livello globale, si trova sulla stessa barca di fronte al virus Covid-19. Nella prospettiva di un’inevitabile (e dolorosa) riduzione dei fatturati, riuscirà a resistere meglio chi avrà i bilanci in ordine. La Lega B e i 20 club associati hanno da sempre mostrato compattezza sulle richieste anticrisi da presentare in Federazione. Merito anche del presidente Mauro Balata, un massimo dirigente super partes che in questo delicato periodo sta trovando il giusto equilibrio fra le esigenze di tutti. La concretezza è la sua virtù come anche la sua grande capacità di tenere  unita la Lega B. Ai microfoni di Itasportpress Mauro Balata ha condiviso il suo pensiero sull’emergenza Coronavirus e le gravi conseguenze che la pandemia sta provocando ai club della Serie B. 

“Mai vista una situazione del genere –sottolinea Balata a Itasportpress-. La Lega B sta portando avanti tutta una serie di iniziative per dare un aiuto concreto ai medici, alle aziende sanitarie e alla Protezione Civile con il sostegno anche dei calciatori e dei tifosi. Impegno totale insomma. Per il resto, credo che dobbiamo affidarci con fiducia a chi in questo momento è al timone del Paese e sta cercando di trovare le soluzioni migliori per superare questa crisi. Dobbiamo farci trovare pronti tutti insieme con la Federazione quando sarà il momento, e tornare a giocare a calcio per portare un po’ di gioia a tutti i cittadini. Ma lo diciamo con massimo rispetto per chi sta operando sul campo e per le vittime che purtroppo continuano a esserci tutti i giorni”. 

Presidente, se non ci fossero le condizioni per la ripresa, cosa proporrebbe?

“La Lega B all’unanimità ha deliberato una comune linea di indirizzo. Se le autorità lo consentiranno e ci saranno le condizioni di sicurezza, noi vogliamo terminare la stagione e preservare il principio della regolarità del campionato e del merito sportivo. In campo anche in piena estate, del resto la B ha meno problemi di calendario della Serie A, ma sono scelte che verranno fatte in sede federale”. 

In tema di ripresa dell’attività sportiva relativa al campionato corrente, la Lega B sta più con la Fifa di Infantino che ha ammesso che è meglio aspettare un po’ di più che correre dei rischi, o quella della Uefa di Ceferin più deciso a tornare subito in campo?

“Entrambi sono animati dalla stessa filosofia e cercano di trasmettere fiducia all’ambiente nella speranza che si possa tornare a giocare. Molto interessanti le dichiarazioni del presidente Infantino che ho trovato lucide e ricche di messaggi concreti soprattutto quando dice che la Fifa immetterà delle risorse ingenti nel sistema calcistico mondiale. Complimenti, davvero un bel comportarsi”.

Presidente, ripartire e giocare a porte chiuse significherebbe un forte danno per i club visto l’azzeramento delle entrate da biglietti.

“Sicuramente sì, ma anche per i tifosi che sono i primi interessati a questo sport. Purtroppo non dipende da noi, questa situazione complicata, se si tornerà in campo, verrà valutata e analizzata dal Governo che ci dirà se ci saranno le condizioni per riaprire gli stadi. La speranza è quella di arrivare al più presto a individuare la scelta migliore per tutti”.

C’è il rischio di ritardare l’inizio del prossimo campionato?

“Non ci sono valutazioni di questa natura e a riguardo non è ancora stata fatta nessuna discussione formale federale. Adesso bisogna restare uniti e attendere cosa decideranno le autorità preposte”.

Se i prezzi del calciomercato dovessero crollare, soffrirebbero di più quelle società di Serie B che dipendono maggiormente dalle plusvalenze e che presentano la gestione caratteristica meno equilibrata. Quali sono le prospettive secondo lei?

“Bisogna approfittare anche della nuova situazione per essere più virtuosi con una  gestione oculata. Insomma basta con  determinati valori economici che spesso sono improponibili nei confronti della collettività e della gente.  Penso in linea generale che sia arrivato il momento che i club agiscano di sistema e non più per interesse personali con un ridimensionamento collettivo per poter resistere a tutto”.

Pensa che esiste la volontà del governo e della politica di rivedere la legge Melandri in modo da indirizzare alla B maggiori risorse?

“Per alzare la quota della mutualità bisognerebbe ispirarsi ai virtuosi sistemi calcistici europei che hanno una distribuzione di risorse certamente molto più congrua della nostra”.

Pensa sia arrivato il momento giusto per discutere della riforma dei campionati, progetto forse mai come in questo momento urgente in modo da voltare pagina in poche settimane.

“Le nostre posizioni sono note: questo è il momento giusto per discutere della riforma dei campionati, un processo che era già stato aperto anche dalla Federazione e adesso causa forza maggiore si è interrotto, ma è un tema che riguarda il futuro prossimo del calcio e la sostenibilità di questo sport. Questa crisi ci lascerà un sistema calcistico ed economico diverso. Noi nell’ultima assemblea di B, che per certi versi la definisco storica, abbiamo affrontato tanti temi tra cui anche quello del futuro del sistema calcio che dovrà migliorare sotto vari profili e va gestito in maniera intelligente e virtuosa. Sicuramente si avrà un sistema economico che sarà diverso da quello di oggi anche dal punto di vista dei valori e delle quantità. Il post Covid-19 insomma lascerà delle conseguenze. Dalle prime analisi sembrano gravi visto che il sistema industriale italiano è fortemente danneggiato e il sistema calcistico non può certamente essere da meno”.