Catania, Gravina ha in mano il destino del club e Pulvirenti si aggrappa al Covid 19

In questo momento di grandi difficoltà, è interesse prioritario dei club tutelare i bilanci e per farlo occorre che la Figc modifichi alcune delle norme
25.04.2020 22:25 di redazione Tutto Catania News   Vedi letture
Catania, Gravina ha in mano il destino del club e Pulvirenti si aggrappa al Covid 19

E’ vero, non tutto il male viene per nuocere. In un momento in cui il calcio deve necessariamente contenere le spese per sopravvivere a causa dell’emergenza Covid-19, il futuro del Calcio Catania potrebbe essere più roseo ricevendo paradossalmente una spinta grande dal virus arrivato dalla Cina.

GRAVINA DI CATANIA – Il club etneo, sull’orlo del baratro da tempo, potrebbe beneficiare della sospensione di una norma attualmente sul tavolo del presidente della Figc Gabriele Gravina. In questo momento di grandi difficoltà, è interesse prioritario dei club tutelare i bilanci e per farlo occorre che la Figc modifichi alcune delle norme. Le conseguenze economiche determinate dal Covid 19 incideranno profondamente sui conti, per cui sarà impossibile rispettare tutte le scadenze. Se non si vuole correre il rischio di un’ecatombe di società piccole e medie, andrebbe neutralizzato per il 2020-21 il sistema delle licenze nazionali mantenendo valide le garanzie prodotte la scorsa estate. Di conseguenza appare di necessità comune chiedere una modifica delle licenze nazionali così come un rinvio delle verifiche Covisoc. E venga sospeso sino a data da destinarsi il sistema degli indicatori (Indicatore di Liquidità, Indicatore di Indebitamento, Indicatore del Costo del Lavoro Allargato).

CARRAMBA! CHE SORPRESA – Secondo indiscrezioni di Itasportpress, la sospensione del sistema degli indicatori sarà approvato grazie anche alla spinta di Gabriele Gravina e la matricola 11700 e la società del patron Pulvirenti eviteranno di sprofondare nell’oblio. L’indicatore dell’indebitamento del Calcio Catania nell’ultimo anno si è gonfiato, (la cifra spaventosa non possiamo rivelarla ma Itasportpress ne è a conoscenza) e il club per poter sopravvivere dovrebbe immediatamente procedere con una corposa ricapitalizzazione, cosa impossibile adesso. Il Catania insomma non potrebbe più iscriversi al campionato e poi sicuramente fallirebbe, ma la Figc sospendendo l’indicatore darà fiato al sodalizio di via Magenta. E non solo a quello rossazzurro perchè la Figc sa benissimo che molti club fallirebbero soffocati dal Covid-19. Inoltre viene dato per scontato che la prossima stagione verranno meno gli introiti da botteghino e proventi da sponsor visto che si giocherà a porte chiuse almeno per tutto il 2020.

MUTUALITA’ – Le entrate per i club di Lega Pro non superano le 400 mila euro a stagione e senza il ritocco della quota mutualità (legge Melandri) sarebbe altissimo il rischio di un’ecatombe di società che non potrebbero iscriversi al campionato. Se la Serie C fallisce, si apre una voragine nell’intero ecosistema del calcio italiano ecco perchè la Figc darà maggiori risorse ai club di C che non ce la fanno più a reggersi sulle proprie gambe. In attesa però della benedetta riforma dei campionati progetto forse mai come in questo momento urgente in modo da voltare pagina subito. Ma va coltivata anche l’idea del semiprofessionismo che però ha tempi incompatibili con la gravità di questa crisi. Esiste già, nei cassetti della Federcalcio, un progetto elaborato, quando era commissario Fabbricini, dall’allora direttore generale Uva. Prevede a una Serie A a 18 squadre, una B a 20 e una C con due gironi da 20 ognuno. Si scenderebbe così da 100 a 78 club pro. Introducendo, per ammorbidire il brusco passaggio dal professionismo al dilettantismo, una Serie D “élite” con quattro gironi da 20 squadre.